Vincenzo Baldini • La notte lava la mente

La caratteristica principale della sua arte è la ricerca sulle potenzialità della materia, che regna sovrana nel suo lavoro. Le sue opere non presentano virtuosismi né dimostrano autocompiacimento, mirando a trovare l’opera vera attraverso quella materia scabra e dura, potente e pressante che sembra quasi spingere fuori con prepotenza gli elementi che compongono il quadro.

Questa nuova edizione di "La notte lava la mente" mette a confronto alcuni ritratti del progetto dedicato ai “dimenticati”, che suscitò già nel 2015 l’interesse di Sgarbi per il suo “Museo della Follia”, con le ultime creazioni di Baldini, volte ad indagare l’identità di genere e la ricerca di sé al di là dei ruoli e delle appartenenze.
“L’opera si apre e c’è un vuoto che si scioglie – ha evidenziato a questo proposito Flavia Zoli - e attraverso una crepa, uno strappo, traduce il conflitto interiore che marca il dinamismo tra l’habitus ed il meccanicismo dell’abitudine, così da rendere la struttura strutturata permeabile alle soluzioni imprevedibili ed innovative”.

Nato a Forlì nel 1960, Vincenzo Baldini inizia la propria carriera artistica allestendo, giovanissimo, la prima personale a XC Pacifici di Forlì nel 1983. Da allora ha curato personali e partecipato a collettive in molte città in Italia (Bologna, Cesena, Ferrara, Bolzano, Roma) e all’estero (Innsbruck, Londra e Berlino). Ha partecipato a varie collettive tra cui Rich in occasione di Artefiera 2011. Sempre nel 2011 è stato selezionato per il Padiglione Emilia Romagna della LIV Biennale di Venezia con sede a Reggio Emilia.